Nuove forme di cyberattacco

NUOVE FORME DI CYBERATTACCO (OLTRE ALLO CYBERSTALKING), SONO:

REVENGE PORN, CYBERGROOMIN, SEX TORTION, CYBERBULLING

 

CYBERHARASSMENT – nella definizione data dalle Nazioni Unite, contempla l’uso della tecnologia per umiliare, disturbare, attaccare, spaventare, allarmare o aggredire e/o abusare verbalmente le persone in modo intenzionale, a prescindere da una relazione intima.

 

ABUSO SESSUALE BASATO SULLE IMMAGINI

Una forma di violenza basata sulla tecnologia che cresce sempre più è l’abuso sessuale basato sulle immagini, termine coniato solo nel 2020 per descrivere qualsiasi immagine o video sessualmente esplicita creata o distribuita senza il consenso della vittima.

Dentro questa grande categoria rientra la pornografia non consensuale, all’interno della quale rientra il revenge porn.

REVENGE PORN implica la diffusione di immagini sessualmente esplicite allo scopo di umiliare o danneggiare la vittima, laddove la diffusione non consensuale di immagini sessualmente esplicite non è sempre motivata da vendetta o dall’intento di infliggere un danno all’altro, umiliarlo, mettere in cattiva luce la sua immagine, rovinare i rapporti sociali provocando isolamento.

Le ragioni di queste azioni possono essere: vendicarsi di un torto subito, la fine di una relazione, infedeltà, dando al revenge porn una forma legittima di vendetta personale, con funzione di punizione e controllo.

È anche un modo per controllare la vittima ed anche riaffermare il proprio ruolo di genere.

 

Con CYBER GROOMING si intende il processo attraverso il quale l’aggressore adulto, tramite l’ausilio del web, va a circuire il minore e l’ambiente in cui è inserito per prepararsi all’abuso.

Processo attraverso il quale il potenziale aggressore, tramite l’ausilio del computer e dei digital media, prepara e manipola il minore al fine di ottenere materiale di natura sessuale e/o abusare sessualmente della vittima on-line.

Quando la vittima tanta di mettere un freno all’invio di foto e video entra in gioco la Digital Sextortion.

 

Il termine DIGITAL SEXTORTION, invece, indica l’utilizzo, da parte dell’offender, di materiale di natura erotica che ritrae la vittima, al fine di ricattarla e avere un tornaconto economico e/o sessuale.

Minacciare la diffusione di foto, video o materiali dal contenuto sessuale che ritraggono la vittima, per costringerla a fornirne altri oppure in cambio di sesso o favori di altra natura.

Può essere di tre tipi:

  1. In seguito a cyber grooming (forma più diffusa) si ricatta il minore per ottenere del denaro e non offendere le immagini.
  2. In maniera minore vi è l’hakerare il cloud della vittima non conosciuta per ottenere immagini e video. Necessaria particolare expertise a livello informatico e in genere rivolto a persone celebri.
  3. Infine il materiale sessuale può essere utilizzati come revenge porn da un ex partner per vendetta e diffuso in rete. Quando ex partner minaccia la vittima con richieste di denaro e di tornare con lui, si parla di sextortion.

 

Tali forme di violenza sessuale online si accompagnano spesso al cyber stalking e al cyber harassment e sono fenomeni in continua espansione che richiederebbero maggior attenzione anche dal punto di vista psicologico.

 

 

VITTIMA DEL REATO

CARATTERISTICHE SOCIO-DEMOGRAFICHE

•  Adolescenti e pre-adolescenti di età tra i 13 e i 17 anni. Non proprio pedofilia perché sono vittime in procinto di svilupparsi o già sviluppate. Più adatto parlare di efebofilia.

•  Nella maggior parte dei casi vittime di sesso femminile e offender maschili etero;

•  Ultimamente in aumento casi di ragazzi omosessuali, questioning e gender non-conforming, causa difficoltà a confrontarsi con i loro pari.

•  Presente un basso controllo genitoriale e alta conflittualità intra familiare che può portare a cercare conforto on line.

•  Sentimenti di solitudine e tristezza e l’offender potrebbe offrirsi come figura di riferimento e conforto.

•  Prediligono soggetti che condividono sui social delle informazioni personali e foto sessualizzate in rete o che percepiscono come sessualizzate.

 

VULNERABILI

•  Problemi intra familiari (carente comunicazione e controllo genitoriale) e nel relazionarsi con i pari;

•  Bisogno di attenzioni e affetto, che vanno a cercare in internet;

•  Ricerca dell’amore su internet (offender come “mentore”) con anche aspetti sessuali che fa intendere come parte integrante dell’amore

•  Ciò porta nella vittima fiducia nei confronti dell’offender, a inviare materiale richiesto e riluttanza a denunciare. Solo secondariamente potrebbe rendersi conto della situazione e così si arriva alla sextortion.

RISK-TAKING

Persone che risultano dai social estroversi ed amichevoli che vengono scambiati per disponibilità sessuali.

• Estroversi e alla ricerca di emozioni forti, più propensi a dimostrare gioia, allegria, felicità che viene mal interpretato dall’offender

• Vittime che pensano di essere invincibili, che hanno la sensazione di avere il controllo

• Effettuano volontariamente scambio di immagini/video dal contenuto sessuale inizialmente che poi porta a predisposizione a sextortion. Presentano riluttanza a denunciare per vergogna di avere commesso tali azioni.


Psicologa e psicoterapeuta

Via Leo Gramellini 6/a – 47122 Forlì
Tel. 348 4515160

© SILVIA CROCI. All rights reserved.