Il Narcisismo

IL NARCISISMO

La definizione stessa del narcisismo può essere difficile per la natura poliforme del disturbo. Il disturbo narcisistico di personalità non è ancora ben compreso: presenta uno spettro che va dal narcisismo sano a quello patologico. È difficile distinguere il narcisismo sano da quello patologico.

Nel narcisismo l’immagine di sé è talmente bassa che è necessario avere relazioni che siano improntate a specchio per un ritorno dell’immagine di sé grandiosa che dovrà coprire quella deficitaria.

 

Il disagio del narcisismo

Frequentemente i narcisisti sono straordinariamente insicuri circa la propria capacità di amare ed essere amati e sono alla spasmodica ricerca di altri che possano ammirarli, esserne colpiti, provare empatia per i loro bisogni, confermare la loro eccezionalità e/o servire da oggetto idealizzato che non li umilierà né li farà mai sfigurare.

Una persona definita “narcisista” può reagire a una offesa con un crollo emotivo, mentre un'altra, per la sua apparente sicurezza di sé, può sembrare impermeabile a qualsiasi insulto.

 

Il mito di Narciso

Dalla tragedia di Ovidio ha preso vita il mito di Narciso. Nel mito di Narciso, che ha numerose varianti, un giovane vede la propria immagine riflessa in uno specchio di acqua e se ne innamora. Narciso pensa di vedere un altro ragazzo, non sé stesso. È sopraffatto dall’esperienza di avere trovato un partner perfetto, con il quale può esistere un amore ideale. Non consapevole di avere di fronte sé stesso, rimase a lungo presso la fonte cercando di afferrare quel riflesso, senza accorgersi che i giorni passavano inesorabili, dimenticandosi di bere e mangiare. Alla fine, morì, anelando un abbraccio dalla sua stessa immagine.

In realtà la storia di Narciso, vuole far riflettere su quanto sia imperfetta la “capacità di conoscere sé stessi”. Quando troviamo noi stessi, possiamo essere vittime di una illusione. Il mito viene spesso visto erroneamente come la descrizione di un male o di una patologia, mentre narra fondamentalmente di un malinteso circa l’identità dell’altro, che è poi l’illusione dell’innamoramento. Il mito allora parla più di un mancato riconoscimento che di amore di sé. La storia di Ovidio narra di qualcuno che guarda un altro e vede una versione idealizzata di sé stesso, e poi si innamora di un riflesso anziché di una persona.

 

I criteri stabiliti dal dsm-5 per il Disturbo Narcisistico di Personalità

Un pattern pervasivo di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento), necessità di ammirazione e mancanza di empatia, che inizia entro la prima età adulta ed è presente in svariati contesti, come indicato da cinque (o più̀) dei seguenti elementi:

  1. Ha un senso grandioso di importanza (per es., esagera risultati e talenti, si aspetta di essere considerato/a superiore senza un’adeguata motivazione).
  2. È assorbito/a da fantasie di successo, potere, fascino, bellezza illimitati, o di amore ideale.
  3. Crede di essere «speciale» e unico/a e di poter essere capito/a da, o di dover frequentare, altre persone (o istituzioni) speciali o di classe sociale elevata.
  4. Richiede eccessiva ammirazione.
  5. Ha un senso di diritto (cioè l’irragionevole aspettativa di speciali trattamenti di favore o di soddisfazione immediata delle proprie aspettative).
  6. Sfrutta i rapporti interpersonali (cioè approfitta delle altre persone per i propri scopi).
  7. Manca di empatia: è incapace di riconoscere o di identificarsi con i sentimenti le necessità degli altri.
  8. È spesso invidioso/a degli altri o crede che gli altri lo/a invidino.
  9. Mostra comportamenti o atteggiamenti arroganti, presuntuosi.

 

Questi criteri descrivono lo spaccone maleducato pieno di sé, che vuole che tutti lo ammirino e nutrano il suo ego. L’idea che cinque dei nove criteri siano sufficienti per definire il disturbo narcisistico di personalità, rappresenta un eccesso di semplificazione.

 

Negli ultimi due decenni sono stati riconosciuti due sottotipi:

  1. Grandioso o inconsapevole

Ad alto livello di funzionamento (riconducibile al tipo grandioso)

  1. Vulnerabile o ipervigile

 

 

IL NARCISISTA GRANDIOSO/OSTILE O INCONSAPEVOLE (grandiosità)

Narcisista dalla pelle dura. È più indifferente a ciò che accade nelle relazioni con gli altri e vede le persone che gli stanno intorno come un potenziale pubblico in grado di gratificarlo con l’approvazione di cui ha bisogno.

È caratterizzato da visione di sé come individuo esageratamente importante e privilegiato, assenza di rimorsi, tendenza alla manipolazione interpersonale, rabbia, ricerca di potere nei rapporti interpersonali.

Kernberg, dipinge il sottotipo grandioso autocentrato ed aggressivo.

Per Khout ha bisogno di specifiche risposte esterne per mantenere la coesione del Sé; la mancanza di empatia dei genitori porta a una frammentazione del Sé.

I narcisisti che appaiono grandiosi, sicuri di sé, possono avere un crollo in seguito a delusioni, a un rifiuto o per l’avanzare dell’età.

Cercano di proteggersi dalla ferita narcisistica creandosi uno scudo che esclude le relazioni con gli altri.

 

IL NARCISISTA VULNERABILE/FRAGILE O IPERVIGILE (inadeguatezza)

Narcisista dalla pelle sottile, perché avverte sempre nelle parole degli altri un motivo di offesa o di ferita narcisistica. Può avere esplosioni emotive se si sente ferito.

È caratterizzato da fragilità, tiene a bada il proprio doloroso senso di inadeguatezza con una grandiosità usata a scopo difensivo ed ha una corrente sotterranea di sentimenti di inadeguatezza, stati affettivi negativi e solitudine.

I narcisisti ipervigili possono avere esplosioni di rabbia, disprezzo e grandiosità se la ferita narcisistica colpisce un obbiettivo sensibile dentro di loro.

Cercano di proteggersi dalla ferita narcisistica conservando la autostima ed evitano le situazioni umilianti entrando in sintonia con gli altri e sforzandosi di capire come comportarsi.

 

IL NARCISISTA AD ALTO LIVELLO DI FUNZIONAMENTO (grandiosità)

Ha un senso esagerato della propria importanza, è un individuo estroverso, energico e convincente. Viene usato il narcisismo come forte motivazione al successo. Tende ad essere efficace nelle relazioni personali e orientato al risultato.

Adorano essere l’anima della festa, e porsi al centro dell’attenzione. Fanno di tutto per conquistare il rispetto e fare colpo sugli altri, pur mentalizzando abbastanza da sapere quando hanno esagerato.

 

Con il termine narcisismo, i tratti grandiosi sono ritenuti i più centrali.

La vulnerabilità alle ferite viene riconosciuta come fattore chiave nella diagnosi.

Un tema che attraversa tutti i sottotipi di pazienti narcisistici è la preoccupazione per come si viene visti o percepiti dagli altri; questa preoccupazione è attribuita ad una acuta consapevolezza di sé e alla paura di essere umiliati o mortificati.

Un filo conduttore nei disturbi narcisistici è il senso di “mancanza”, imputabile alla carenza di un senso di Sé durevole e continuo nel tempo, che genera un senso di vuoto.

 

IL CONTINUUM NARCISISTICO

Il disturbo narcisistico è quello che presenta il più ampio spettro di gravità.

 

Al livello più alto del continuum compaiono lievi problemi narcisistici.

  • Tratti caratteriologici narcisistici: spesso persone che hanno notevole successo nel loro campo, con tratti ossessivi-compulsivi e forme di dipendenza dal lavoro e perfezioniste. Può portare a un comportamento prepotente, di controllo sugli altri. Possono essere anche capaci di provare empatia per gli altri ed avere relazioni di scambio e reciprocità.
  • Disturbo narcisistico di personalità: caratterizzato da una certa misura di comportamento antisociale. Individui che possono essere capaci di sfruttare gli altri per i propri obbiettivi, tuttavia provano senso di colpa e interesse per gli altri. Difficoltà a impegnarsi in relazioni profonde.
  • Narcisismo maligno: caratterizzato da sadismo egosintonico e orientamento paranoide; capaci almeno in parte di lealtà ed interesse nei confronti degli altri.
  • Disturbo antisociale: certa capacità di provare ansia e depressione, componenti superegoiche

Al livello più basso la psicopatia.

 

L’esatto punto di transizione dal disturbo antisociale al disturbo narcisistico di personalità è difficile da determinare.

Una persona che soddisfa i criteri per il disturbo narcisistico di personalità può avere una sottostante organizzazione di personalità borderline.

La diagnosi degli individui che presentano un misto di tratti di personalità istrionico/isterica e di personalità narcisistica può essere complessa

Il paziente narcisista è più stabile e costante ed è meno probabile che metta in atto comportamenti impulsivi ed autodistruttivi come l’auto mutilazione. In ogni caso è bene tenere a mente l’esistenza di una significativa comorbilità con altri disturbi di personalità, in particolare l’istrionico e l’antisociale e con il comportamento aggressivo-passivo.

Alcuni narcisisti presentano un’interfaccia masochistica; attraversano la loro vita collezionando risentimenti e incolpano sempre gli altri dei propri problemi. La straordinaria sofferenza che hanno patito meriterebbe uno straordinario riconoscimento da parte degli altri, e quando non arriva possono sentirsi ulteriormente vittimizzati. Le tendenze autolesionistiche sono pervasive nei pazienti narcisisti: ostacolano proprio quelle risposte positive e di ammirazione che desiderano così disperatamente.

Un'altra dimensione tragica è che sono talmente impegnati a cercare di riuscire, eccellere, attirare l’attenzione, essere la “star” e comunque togliere la scena a quelli che percepiscono come rivali, che rischiano di buttare via la propria vita.

 

 

STILI RELAZIONALI

Il narcisista è più interessato alla luna di miele che al matrimonio. Un quadro che si presenta di frequente è quello di una intensa infatuazione, seguita da una rapida rottura quando il partner fa notare gli inevitabili problemi, con il relativo strascico di critiche e delusioni. Al narcisista interessano di più le conferme e l’adorazione. Inoltre i partner che si prestano a una facile idealizzazione possono soddisfare il bisogno del narcisista di stare all’ombra di un altro idealizzato.

Al cuore stesso dell’individuo narcisista vi è un senso di vanità e futilità, perché non riesce a controllare le risposte degli altri, di cui ha disperatamente bisogno per stabilizzare la propria considerazione di sé.

Ha bisogno di suscitare ammirazione, empatia e validazione da parte degli altri. Fanno riferimento spesso ai loro successi, lasciano cadere nel discorso nomi di personaggi famosi e cercano di mettersi in buona luce di fronte agli altri.

 

Il narcisista grandioso/ostile o inconsapevole (grandiosità)

Può sembrare incurante alle reazioni che appaiono sul volto dell’ascoltatore e non mostrano interesse per ciò che gli altri hanno da dire sull’argomento, a punto da apparire come se avesse un “trasmettitore ma non un ricevitore”.

Bisogno di dominio e controllo che spesso emerge nella stanza da letto; il sesso diventa una lotta di potere in cui la reciprocità sparisce.

 

Il narcisista vulnerabile/fragile o ipervigile (inadeguatezza)

In questo caso l’attenzione di chi parla è spesso concentrata sul viso dell’ascoltatore, nel tentativo di cogliere la “la scintilla nell’occhio della madre”, per scoprire la minima reazione critica, di disattenzione, di disprezzo o di noia. Spesso è presente il ritiro dalle interazioni sociali per proteggersi dalle umiliazioni. Le persone narcisiste temono la mancanza di ammirazione, mentre le persone evitanti temono la mancanza di accettazione.

Altra caratteristica è la sensazione di essere vittime martirizzate di maltrattamenti da parte degli altri; variante collegata al masochismo o tendenze autolesionistiche. Alcuni narcisisti fanno in modo di essere perseguitati, insultati, incompresi, insultati e offesi affinché gli altri comprendano la portata della sofferenza e l’eccezionalità che ne deriva.

 

Il narcisista ad alto livello di funzionamento (grandiosità)

Nel primo incontro con un narcisista ad alto funzionamento, il suo modo di comportarsi, di ascoltare, di parlare può risultare affascinante e intrigante; hanno imparato l’arte di conquistare le persone al primo incontro. Ma prima o poi decide che l’altro non gli serve più e la seduzione iniziale lascia il posto al disinteresse. L’altro si sentirà mortificato, ingannato e avrà l’impressione di essere sato scaricato brutalmente.

 

Il narcisista con tratti antisociali

Mente e gonfia la realtà per imporre agli altri il proprio modo di pensare o per conquistare apprezzamento ed ammirazione. Seduzione e sfruttamento possono fare parte del loro modo di relazionarsi senza alcuna considerazione per le conseguenze del loro comportamento sugli altri.

 

Alcuni stili relazionali:

  • Pseudo-autosufficienza, che porta a sentirsi più isolato e bisognoso dell’attenzione degli altri:
  • Negazione o inibizione dell’autonomia dell’altro, che può avere come scopo la sottomissione dell’altro a un controllo onnipotente. Comportamento di dominio che indica la mancanza totale di empatia verso i bisogni dell’altro.
  • Propensione a provare vergogna umiliazione come reazione a offese relativamente lievi. La vergogna per sentirsi di non essere stato all’altezza dell’ideale grandiosi che ha di sé stesso. La vergogna e l’umiliazione in risposta all’affronto narcisistico possono generare anche rabbia e desiderio di vendetta.
  • Negazione della sofferenza o del conflitto associata a disconoscimento della realtà;
  • Confronto continuo fra sé stesso e gli altri, alimentato dall’invidia; la grandiosità manifestata da molti narcisisti si basa su un’immagine di sé fragile che genera il bisogno di essere eccezionali e migliori degli altri. L’altro viene svalutato e considerato “da meno”. La svalutazione e il disprezzo vendono usati come difesa contro l’invidia.
  • Idealizzazione dell’altro; le persone con conflitti narcisistici a vote sopravvalutano l’altro e cercano di creare una reciproca ammirazione. Inoltre possono accrescere la propria autostima ponendosi all’ombra di un oggetto idealizzato, che conferisce loro un’aura di eccezionalità.
  • Difficoltà di capire o di provare interesse per l’esperienza interiore degli altri; chi ha una relazione o anche solo una conversazione occasionale con un individuo narcisista può avere l’impressione di un suo totale disinteresse.
  • Invadenza caratterizzata da manifestazioni esibizionistiche che violano il territorio dell’altro; invadenza che è dovuta anche alla mancanza di riconoscimento dei bisogni dell’altro e della totale concentrazione su di sé.
  • Ritiro dalle interazioni sociali per proteggersi dalle umiliazioni; tipico del narcisista ipervigile e vulnerabile.
  • Sensazione di essere vittime martirizzate di maltrattamenti da parte degli altri; variante collegata al masochismo o tendenze autolesionistiche. Alcuni narcisisti fanno in modo di essere perseguitati, insultati, incompresi, insultati e offesi affinché gli altri comprendano la portata della sofferenza e l’eccezionalità che ne deriva.
  • Iniziale seduttività seguita da perdita di interesse per l’altro; il narcisista ha imparato l’arte di conquistare le persone al primo incontro. Ma prima o poi decide che l’altro non gli serve più e la seduzione iniziale lascia il posto al disinteresse. L’altro si sentirà mortificato, ingannato e avrà l’impressione di essere sato scaricato brutalmente.
  • Falsità e disonestà unite al tentativo di sedurre o irretire l’altro; si tratta di narcisisti con tratti antisociali che mentono e gonfiano la realtà per imporre agli altri il loro modo di pensare o per conquistare apprezzamento ed ammirazione. Seduzione e sfruttamento possono fare parte del loro modo di relazionarsi senza alcuna considerazione per le conseguenze del loro comportamento sugli altri.

 

RADICI EVOLUTIVE

Kenberg asserisce che l’aggressività è un fattore centrale nello sviluppo di un’organizzazione narcisistica. L’eziologia dell’aggressività può essere costituzionale o ambientale, ma è convinto che le conseguenze di tale aggressività, cioè l’intensa e cronica indivia e i sentimenti di inferiorità che generano il bisogno di svalutare gli altri, non siano il risultato di errori commessi dai genitori o caregiver, ma nascano dall’interno.

Quindi responsabile una aggressività interna e costituzionale.

 

Kohut pensa che i disturbi narcisistici siano originati dall’incapacità dei genitori o di altri caregiver di rispondere con empatia e con amore alle manifestazioni di bisogni appropriate all’età.

Bisogno di fusione 6 mesi – 1 anno

La madre viene vissuta come onnipotente e il bambino in una situazione di dipendenza così assoluta sino a raggiungere una fusione tale da sentirsi anche lui onnipotente.

Se il bambino viene separato dalla madre in modo violento e duraturo può sperimentare sofferenze psicologiche talmente gravi nello sviluppo fino a lasciarsi morire.

Se il bisogno di fusione viene leso, porta all’ angoscia di annullamento, sviluppando narcisismo e disturbo border line di personalità.

Pur di non perdere una persona, una professione, una sostanza ... percepiti come fonte indispensabile di protezione e affetto, l’individuo simbiotico può rinunciare (annullamento) ad alcune autonomie. E cercano disperatamente di trovare, affetto, autonomie, identità “entrando nell’altro”.

Da adulti quindi la continua ricerca del buon genitore, con cui ricreare la simbiosi infantile, porterà a relazioni distruttive, infantili, castranti cioè annullanti.

È una disperata ricerca di alimento affettivo per riempire il terribile vuoto interiore, e le persone si percepiranno vuote, trasparenti, estranee a sé stessi e all’altro e impotenti.

Nelle situazioni meno gravi, invece, sfuggiranno a qualsiasi legame affettivo per paura di esserne risucchiati.

Bisogno di autonomia/dipendenza 1 anno½ - 2 anni½ 

Una madre troppo ansiosa farà vivere a sua volta al bambino gli allontanamenti con un sentimento di ansia e da adulto avrà come principale esigenza il ripristino di rapporti simili con altre figure, che fungeranno da sostituti materni e saranno i depositari delle sue poche autonomie.

Una madre rifiutante, costringerà il bambino ad acquisire autonomie troppo velocemente e per non scompensarsi e soffrire dovrà evitare tutte le situazioni di possibile dipendenza. Da adulto percepirà questi rapporti come pericolosi, perché avrà paura dell’abbandono e non sperimenterà quindi relazioni stabili e durature.

Se il bisogno di autonomia/dipendenza viene leso, porta all’ angoscia di abbandono, sviluppando narcisismo e vergogna.

Le radici di questa solitudine affettiva si manifesta in bambini cresciuti da genitori chiusi, inavvicinabili, anaffettivi oppure esageratamente critici, autoritari, valorizzanti, ansiosi o depressi.

Quindi responsabili gli errori commessi da figure esterne.

 

Bolwby – teoria dell’attaccamento secondo cui il bambino che viene brevemente separato dal genitore può generare quattro strategie comportamentali:

  1. Sicuro-autonomo: i bambini cercano la vicinanza del caregiver al suo ritorno, si lasciavano rassicurare e riprendevano a giocare. Stile di attaccamento adulto: individui sicuri autonomi che apprezzano le relazioni di attaccamento.
  2. Evitante: bambini meno ansiosi durante la separazione e indifferenti al ritorno del caregiver. Stile di attaccamento adulto: individui insicuri/distanziati o evitanti, che negano, denigrano, svalutano oppure idealizzano l’attaccamento passato o attuale (associato a disturbo narcisistico di personalità).
  3. Ansioso-ambivalente o resistente: i bambini dimostrano grande disagio per la separazione e quando il caregiver tornava manifestavano un comportamento arrabbiato, teso e fastidioso. Stile di attaccamento adulto: individui preoccupati, con attaccamento ansioso, che sono confusi, arrabbiati o passivi in relazione alle figure di attaccamento sia passate sia attuali (associato a disturbo narcisistico di personalità vulnerabile/fragile/ipervigile).
  4. Disorganizzato-disorientato: senza strategia coerente nell’affrontare la separazione. Stile di attaccamento adulto: individui irrisolti o disorganizzati, che hanno sofferto spesso separazioni o traumi (associato a disturbo borderline di personalità)

Sembra che il futuro narcisista riceva costante plauso dal suo caregiver, accompagnato però da messaggi impliciti di freddezza e di rifiuto invece che di calore ed accettazione; gli elogi possono finire per apparire falsi.

Il narcisismo comincia a manifestarsi più chiaramente tra i 7 e i 12 anni. Da uno studio i bambini sembravano interiorizzare la visione che i genitori avevano di loro come qualcosa di superiore e di speciale. Predittivo di una positiva autostima era però il calore affettivo dei genitori, non l’eccesso di ammirazione. Quando i genitori guardano i figli li vedono come desiderano che siano, non per quello che sono. Dunque i genitori devono fare i conti, tra le altre cose, con il proprio bisogno narcisistico che i figli siano un loro riflesso.

La grandiosità narcisistica è associata ad una rappresentazione del Sé come inadeguato, timoroso e sensibile al rifiuto. La grandiosità sarebbe una struttura difensiva che cerca di proteggere il Sé da un’insicurezza di fondo.

Le difese narcisistiche possono essere concettualizzate come reazione alla minaccia di non essere conosciuti e/o di essere cancellati all’interno della cornice delle relazioni di attaccamento; sono difese contro una forma primitiva di annullamento.

 

MENTALIZZAZIONE

Negli individui con organizzazione narcisistica, la combinazione di disturbi dell’attaccamento e di difficoltà di regolazione dell’autostima crea problemi di mentalizzazione.

Il bisogno soverchiante di riconoscimento, validazione e ammirazione rende straordinariamente difficile per questi individui tenere conto di ciò che accade nella mente dell’altro. Nella testa del narcisista il “frastuono di voci” gli dicono di fare colpo, sedurre e affascinare l’altro.

Il sottotipo grandioso è più ignaro di quello che accade negli altri e può evitare il contato visivo per non vedere contraddetta la speranza di averlo profondamente colpito.

Il narcisista vulnerabile o ipervigile può fissarsi di più sulla risposta dell’altro ma la certezza di essere sempre sul punto di venire ferito interferisce con la comprensione dell’altro. Potrebbero esserci forme di ipermentalizzazione con qualità distintamente paranoide.

Alcuni studi osservano che negli individui narcisisti le regioni del cervello associate alla capacità di empatia presentano anomalie sia strutturali che funzionali, suggerendo un eventuale contributo genetico al narcisismo patologico. Alcune ricerche effettivamente indicano l’esistenza di una possibile componente genetica e una notevole ereditabilità del tratto narcisistico, pari a quella di altri tratti fondamentali.

Quindi per quanto riguarda le complicate origini del narcisismo patologico, il tratto narcisistico sembra essere in una certa misura ereditario. Appaiono rilevanti anche i modelli di attaccamento.

 

DIFESE

I disturbi narcisistico hanno in comune alcune difese specifiche; le più comuni sono:

  • Proiezione
  • Svalutazione
  • Onnipotenza
  • Idealizzazione
  • Razionalizzazione
  • Scissione.

Alla base delle difese narcisistiche ci sono insicurezza, una grave mancanza di fiducia in sé stessi e una bassa autostima.

Queste difese vengono usate per regolare l’autostima; il Sé patologicamente grandioso del paziente si instaura per evitare la umiliazione di essere inferiore, incompetente, indegno di amore e profondamente invidioso.

Quindi per mantenere il Sé grandioso è necessaria la scissione, e viene usata la proiezione per disconoscere i tratti negativi di cui si è oscuratamente consapevoli e collocarli in altri.

I narcisisti tendono a esteriorizzare la responsabilità e la colpa; la razionalizzazione serve a spiegare i propri fallimenti attribuendoli a altri.

L’onnipotenza e la svalutazione sono parte del processo di scissione: hanno un bisogno disperato di convincere gli altri delle loro qualità speciali e per esaltare sé stessi è spesso necessario svalutare gli altri. Anche l’idealizzazione può essere utile: il paziente potrebbe avere la necessità di godere della gloria riflessa dell’altro per provare l’autostima e il senso del proprio valore necessari per poter funzionare.

I narcisisti tendono ad avere bassa autostima, a essere ipersensibili alle critiche e spesso inclini alla vergogna; spesso si sforzano di essere perfetti, così da non venire rifiutati o criticati dagli altri. Di conseguenza l’idealizzazione degli altri può essere utilizzata come difesa al fine di ingraziarseli e ottenere il loro apprezzamento, nel tentativo di tenere a bada la propria considerazione di sé malevola.

 

L’abuso di sostanze, i disturbi dell’umore e l’ansia hanno una elevata comorbilità con il disturbo narcisistico di personalità. Il senso di fallimento, l’offesa narcisistica, una delusione e il senso di vuoto possono scatenare i sintomi di una depressione grave; vi sono buone ragioni per ritenere che le ferite narcisistiche possano anche causare tentativi di suicidio.

Tratti narcisistici possono coesistere con il disturbo bipolare al punto che può essere difficile distinguere la grandiosità di un episodio ipomaniacale alla grandiosità intrinseca della personalità.

L’uso di alcol o di droghe o la promiscuità sessuale possono servire a riempire un vuoto o attenuare il senso di fallimento.


Psicologa e psicoterapeuta

Via Leo Gramellini 6/a – 47122 Forlì
Tel. 348 4515160

© SILVIA CROCI. All rights reserved.