Lo Stalking

Lo stalking è un processo multidimensionale caratterizzato da:

  1. Condotta reiterata ed intenzionale:
  1. Tattiche e strategie dello stalker per cercare la vicinanza.
  • Mette in atto la sorveglianza, controlla da lontano con appostamenti, mascherandoli con incontri occasionali soprattutto nelle prime fasi dello stalking..
  • Invadere la privacy della vittima, messaggi o contatti diretti non desiderati dalla vittima. Coinvolgimento di terze figure nello stalking detto “proxistalking” con parenti ed amici

Se sorveglianza e invasione non sortiscono effetti desiderati, possono esserci:

  • minacce e danneggiamenti ad oggetti, anche con armi. Confronti forzati.
  • Sabotaggi ed attacchi: potrebbe la vittima per evitare comportamenti danneggianti licenziarsi dal lavoro. Oppure rovinare la reputazione con il pettegolezzo, revenge-porn, o sextorsion. Aggressioni verbali o fisiche alla vittima o nuovi partner.
  1. Pattern comportamentali di foga e forza di strategia: durata, intensità e frequenza del comportamento vessatorio.
  • Durata varia da alcuni gg a parecchi anni: esiste un periodo soglia di due settimane – 10 gg per sapere l’iter del fenomeno. Se in questo periodo non ci sono contatti con la vittima lo stalker desisterà
  • Intensità numero di tattiche e diversi luoghi
  • Frequenza, cioè quanto spesso lo stalker rende nota la sua presenza o contatta la vittima, anche entrando in casa e spostando o facendo trovare oggetti.

 

  1. ragionevole preoccupazione e disagio emotivo della vittima con ansia stress e paura che impatta sulla vita di tutti i giorni. Come le minacce o messaggi ambigui “rimarremo insieme fino alla nostra morte”. Minacce che possono essere dirette durante un incontro forzato, sono predittive di un agito violento vero e proprio.

Analizzare anche il contesto in cui si sviluppa il fenomeno di stalking, una storia di violenza sia dello stalker che della vittima, influenza la ri-vittimizzazione e la recidiva di reato. L’abuso di sostanze dello stalker disinibisce il comportamento. Le motivazioni degli atti persecutori sono dovute al rifiuto della vittima e per distorsioni cognitivi, fanno pensare che da la colpa dell’insuccesso alla vittima e cerca quindi vendetta. Importanti risorse cognitive ed anche economiche per portare avanti nel tempo, lo stalker inoltre pensa che non ha più nulla da perdere. Il contesto della vittima, senza supporto sociale, è più fragile. Fattore di rischio, avere figli o proprietà in comune.

La vittima minimizza almeno inizialmente i comportamenti vessatori e la difficoltà ad ammettere di avere paura: la denuncia è spesso tardiva. Adottano strategie per evitare il fenomeno: cambiano indirizzo, abitudini, lavoro e città.

 

  1. condotta indesiderata dalla vittima.

Atti di resistenza della vittima

Atti di persistenza dello stalker, spesso legata ad un’idea di corteggiamento e che le resistenze della vittima siano normali nel periodo di corteggiamento.

Scopo dello stalker è di trovare vicinanza con la vittima.

Tutti gli atti persecutori portano ad un benessere dello stalker, con un circolo vizioso tra resistenza e persistenza. Circolo che può essere reciso con messaggi chiari di non interesse all’inizio della storia o denunce.

 

Il fenomeno dello Stalking è quindi un insieme di comportamenti ripetuti, pervasivisi e invasivi con cui lo stalker cerca di comunicare con la vittima in modi più o meno violenti.

I comportamenti messi in atto dallo stalker devono essere ripetuti; le azioni devono essere reiterate nel tempo e non si tratta di un singolo episodio.

La vittima ritiene le azioni sgradite, con stati emotivi legati all’ansia, paura e in generale disagio.

 

 

TIPOLOGIE DI STALKING:

  1. Emotivo o relazionale che viene considerata la tipologia classica; è presente una precedente relazione e i comportamenti vengono rivolti a un ex partner, paziente, vicino di casa. C’è la volontà di ristabilire una connessione con la vittima, oppure vendicarsi della fine della relazione.
  2. Delle celebrità: rivolto a persona del mondo dello spettacolo e non conosciute personalmente o in maniera superficiale. Ammirazione ossessiva verso la vittima, oltre a forti sentimenti di gelosia e invidia
  3. Occupazionale: all’interno del contesto lavorativo. Comportamento come una strategia che si somma al mobbing oppure come vendetta per un torto subito.

Lo Stalking è anche definito come una patologia della comunicazione nella relazione, porta a distorcere la realtà dei fatti e una la persecuzione come un surrogato della comunicazione; il molestatore non comprende il distacco e nega la realtà dei fatti.

Lo stalker si rende conto delle condotte e distorce la realtà, attraverso la:

  • negazione della propria responsabilità, giustifica come agiti legati ad abuso di sostanze o infermità mentale
  • minimizzazione del danno provocato alla vittima
  • negazione dell’esistenza di una vittima
  • richiamo a norme eticamente superiori come forme di giustificazione.

CARATTERISTICHE COMUNI DEGLI STALKER

  1. Incompetenza sociale, isolamento e solitudine, ideazione ossessiva, aggressività̀ e narcisismo patologico sembrerebbero presupporre un contesto familiare infantile poco supportivo che avrebbe portato il molestatore a sviluppare un attaccamento insicuro o ansioso. Contesto familiare non accudente, caratterizzato da abbandono, trascuratezza e abuso, con attaccamento insicuro ansioso. Con percezione di sé negativa che li ha portati a dipendere dall’altro. Gestione immatura della separazione, ferma alla fase di protesta. Estremo bisogno di affetto.
  2. La non accettazione dell’abbandono, conseguenza dei vissuti negativi causati dal suo stile di attaccamento, lo spingerebbe a cercare ossessivamente un riavvicinamento alla vittima e a vedere la rottura come una delle tante e non come quella definitiva.
  3. Tratti ossessivo-compulsivi evidenziati dalla presenza, per la maggior parte della giornata, di pensieri intrusivi e ossessivi relativi alla vittima. Più legati all’innamoramento.
  4. Talvolta il comportamento di stalking si presenta in concomitanza con un evento stressante che destabilizzerebbe il molestatore, provocando così il comportamento.
  5. Disoccupazione o attività̀ lavorativa incostante.
  6. Abuso di sostanze.
  7. Disturbi di personalità.
  8. Gelosia patologica con sentimenti di possesso e controllo.

 

Gelosia patologica o morbosa

” COMPLESSO STATO EMOTIVO, ASSOCIATO A RISPOSTE COGNITIVE E

COMPORTAMENTALI, CHE SI MANIFESTA CONSEGUENTEMENTE ALLA MINACCIA, ANCHE SOLO PERCEPITA, DI PERDERE UNA PERSONA CARA”

Vero e proprio modo di pensare, che può̀ configurarsi come vissuti deliranti. Caratterizzata da pensieri ed emozioni irrazionali associati a comportamenti estremi.

Con spinta ad isolare e dominare la propria vittima.

Tema dominante legato all’infedeltà del partner con ricerca di prove delle infedeltà

Gelosia ossessiva: consapevole della natura intrusiva ed eccessiva di pensieri e comportamenti e prova sensi di colpa

Gelosia paranoide: più cognitiva, ricerca conferme delle ipotesi di tradimento.

Gelosia delirante: non ricerca conferme delle ipotesi, ma è assolutamente certo che il partner sia stato infedele anche in presenza di prove contrarie a ciò.

COMPORTAMENTI CONFIRMATORI: azioni mirate a cercare conferme ipotesi di tradimento: il partner è colpevole fino a non trovare prove della innocenza, mai sufficienti.

COMPORTAMENTI VIOLENTI: rivolti ad ottenere una confessione della infedeltà.

La vittima confessa una cosa che non è accaduta realmente per terminare la violenza, che però peggiora.

 

 

STALKING SECONDARIO: forma che insorge dopo l’allontanamento della vittima, con comportamenti inopportuni per un nuovo contatto, riavvicinamento. Centrali tratti a livello narcisistico, con ferita narcisistica per interruzione relazione ma anche fantasie di legami indissolubili. Nel momento in cui avviene l’allontanamento insorgono:

vergogna (stato di difficoltà) che se non controllato si trasforma in rabbia e sfocia in agiti violenti.

 

 

GENERE

Lo stalker è prevalentemente di sesso maschile con vittima femminile nel 75% dei casi.

Esistono casi in cui il molestatore è di sesso femminile con vittima maschile.

Può anche accadere che entrambi siano dello stesso sesso.

LO STALKING AL FEMMINILE

  • In presenza di stalker donne, si evidenzia un 24% di vittime di sesso femminile e un 43% di vittime di sesso maschile
  • La motivazione è relativa alla volontà di instaurare maggiore intimità con la vittima, conosciuta precedentemente; sono meno propense a vittimizzare sconosciuti. Nasce spesso dal desiderio di mitigare sentimenti di solitudine, dipendenza e rabbia
  • Tendenzialmente sono donne single di circa 30 anni
  • Mediamente più istruite di altre categorie di donne criminali
  • Problematiche psicologiche includono: disturbi depressivi o ansiosi, disturbi deliranti, disturbi di personalità borderline o antisociale. Paura dell’abbandono, instabilità emotiva. Idealizzazione dell’altro e svalutazione di sé.
  • I comportamenti includono forme di aggressività più nascoste rispetto alla loro controparte maschile, anche se gli uomini spesso minacciano le proprie vittime e seguono più spesso manifestazioni violente
  • Tendono a scegliere vittime dello stesso sesso e, quando sono uomini, sono di almeno 10 anni più grandi
  • La percentuale è aumentata negli ultimi anni anche grazie all’avvento delle nuove tecnologie

 

 

LO STALKING RELAZIONALE

Lo Stalking relazionale è lo stalking perpetrato da partner o ex partner della vittima.

Diffusione del fenomeno e caratteristiche generali:

  • Nel 50% dei casi di stalking, lo stalker è un ex partner della vittima
  • Se lo stalker è un ex partner, le probabilità̀ di aggressione sono molto alte
  • I comportamenti di stalking, in media, perdurano per un periodo di tempo più̀ lungo rispetto allo stalking perpetrato da persone sconosciute

 

 

Modelli psicologici dello stalking relazionale

Modello Psicodinamico

Evoluzione patologica delle fantasie narcisistiche nei confronti del partner.

Relational Goal Pursuit Theory

Teoria interazionista secondo la quale un individuo aumenterà i suoi sforzi nel perseguire un obiettivo in base a quanto l’obiettivo è percepito come desiderabile e ottenibile.

Teoria dell’attaccamento

Un attaccamento insicuro (soprattutto insicuro-ansioso) che genera comportamenti disfunzionali.

Altre caratteristiche trasversali dello stalker relazionale

Presenza di disturbi della personalità, bisogno di controllo, dinamiche di separazione, scarse capacità sociali, background criminale.

 

Dinamiche di coppia e stalking relazionale

Lo stalking relazionale si sviluppa spesso già all’interno della coppia a causa di varie dinamiche relazionali disfunzionali che divengono fattori di rischio:

  • La presenza di dipendenza affettiva all’interno della coppia può essere predittiva di stalking relazionale: essa lega le persone coinvolte in un circolo vizioso in cui uno dei compartecipanti assume il ruolo di persona ‘sana’ e l’altro quello di persona malata.
  • Nella vittima, la dipendenza affettiva può far sì che venga rimandata la separazione da un partner violento/stalker, o la formazione di una relazione a velcro.
  • Nello stalker può avvenire un processo di deintificazione con il partner che porta a considerarlo come parte di sé. Lo stalking viene dunque messo in atto come strategia per mantenere parte di sé.

 

 

STALKING E DISTURBI MENTALI

Numerosi sono i lavori che hanno studiato il rapporto tra stalker e disturbi mentali, generalmente però con numeri ridotti di casi. Traendo una media dalla letteratura esistente, si trova che circa il 40% non è affetto da disturbo psichiatrico maggiore: o non ha una diagnosi di disturbo mentale, o questa configura disturbi dell’adattamento, disturbi d’ansia, nevrosi in genere. Del recente 60% la diagnosi prevalente ed uso di sostanze, a seguire i disturbi di personalità, dell’umore, infine le psicosi vere e proprie.

 

 

STALKING – l’indagine statistica

La Direzione Generale di Statistica del Ministero della Giustizia ha realizzato un’indagine campionaria sul reato di cui all’art. 612 bis c.p., cosiddetto “stalking”, prendendo in esame la documentazione relativa ai procedimenti definiti presso i tribunali italiani negli anni 2010-2015.

Hanno avuto un incremento annuo dal 2014 al 2000 del 22,8%.

 

Le informazioni rilevate hanno riguardato il fenomeno dello stalking sotto molteplici aspetti: movente, modalità̀ della condotta, tempi, autori e vittime, relazione tra gli stessi.

Modalità di denuncia

Dall’indagine statistica emerge che il 92% dei processi trae origine da una denuncia della persona offesa, il gran parte delle volte raccolta dall’autorità di PG. In 7 casi su 100 la querela è stata conseguente all’arresto o fermo dell’imputato in flagranza del reato di stalking o di reato connesso.

Caratteristiche dello stalker?

  • Ossessione
    Fantasia morbosa
  • Paura del rifiuto
  • Manipolazione interpersonale
  • Narcisismo

Autore di stalking e vittima: genere

Autore 91,10% maschile– 8,9% femminile

Vittima 90% femminile – 10% maschile

Autore di stalking e vittima: età

L’età media dell’autore dello stalking è di 42 anni contro i 38 della vittima, solo nell’1% dei casi le vittime sono minorenni e nel 3% hanno più̀ di 60 anni.

Le professioni di Assistenti sociali, Medici, Educatori e Infermieri, contattano i bisogni di aiuto delle persone, e possono diventare più di altre oggetto di meccanismi di proiezione: lo stalking può quindi diventare una richiesta di attenzione o una ricerca vendicativa di risarcimento affettivo.

 

 

Attività lavorativa svolta dall’autore di stalking

Utilizzando la classificazione Istat delle professioni, risulta che quasi un terzo degli autori è disoccupato o con lavoro saltuario.

Autore e vittima: figli

Nel 33,2% dei casi vittima e autore hanno figli in comune.

Movente alla base della persecuzione

Dalla lettura delle sentenze risulta che il movente più ricorrente che spinge l’imputato alla condotta contestata è quello del dichiarato tentativo di «ricomporre il rapporto». Seguono la gelosia e l’ossessione.

Autore e vittima: rapporto

Nella maggior parte dei casi (73,9%) autore e vittima hanno intrattenuto nel corso della loro vita presente o passata, una relazione sentimentale, solo 5 volte su 100 non hanno avuto alcun rapporto pregresso.

Rapporto autore/vittima e movente dello stalking

Quando c’è stata una precedente relazione tra autore e vittima, il movente principale della persecuzione è quello del tentativo di ricomposizione del rapporto (51,3% dei casi), nei casi di pregressa amicizia o conoscenza prevale l’ossessione sessuale o psicologica (7,2% dei casi).

Disturbi psicologici

Il 40% degli stalker non ha un disturbo psichiatrico maggiore. Il 20% presenta un disturbo da sostanze, il 18% un prevalente disturbo di personalità, il 12% un disturbo dell’umore, generalmente bipolare, il 7% un disturbo delirante, generalmente erotomanico, il 3% una schizofrenia

Disturbi Personalità

Antisociale

Borderline

Schizoide

Evitante

Paranoide

Narcisitico

Autore: precedenti penali

Il 46,4% degli stalker ha precedenti penali a cui si aggiunge un 2% con procedimenti pendenti.

Gli imputati per stalking con precedenti penali vengono condannati nel 49% dei casi, quelli senza precedenti nel 37%.

Tipologie di reato ricorrenti nei precedenti penali degli stalker

Le tipologie di reato più ricorrenti tra i precedenti penali degli stalker sono le minacce, lesioni e violenze a persone (43,5%) e una serie di altri reati contro il patrimonio (34,7%).

Esito sentenze stalking (primo grado)

Una vittima su quattro ritira la querela. Le condanne (42,5%) e i patteggiamenti (14,9%) sono più frequenti delle assoluzioni (11,5%). Ministero Giustizia 2020

Ricorso in appello

Il 35,5% delle sentenze di primo grado per stalking sono impugnate in Appello, la percentuale sale al 70,8% se si considerano solo le sentenze di condanna.

In un campione (non statistico) di sentenze di Appello si è osservato che la sentenza di primo grado è stata confermata nel 61% dei casi.

La pena media inflitta ai condannati per atti persecutori, comprensiva di quella dei reati connessi, è pari a 14 mesi. È più bassa quando il rito è direttissimo (12 mesi); superiore alla media, nonostante la riduzione di un terzo, nel caso dell’abbreviato (15 mesi).

La sospensione condizionale della pena, concessa al 43% dei condannati, è più frequente tra coloro che hanno patteggiato la pena (64%) rispetto a quelli condannati all’esito del processo (35%).

 

INCIDENZA DEL FENOMENO E RECIDIVA

Il 33% degli stalker torna a tormentare le vittime, dopo la scarcerazione,

fomentati da uno spirito di rappresaglia che non viene placato dall’intervento delle autorità giudiziarie competenti.

Il 49% di questo terzo mette in atto comportamenti persecutori entro i due anni, con un picco dell’80% nei primi 365 gg.

Sono limitati i casi in cui la semplice educazione dell’autore di reato all’illegalità del proprio agito, attraverso la detenzione, risulti essere una condizione sufficiente per porre fine alle molestie da quest’ultimo ripetutamente perpetrate.

Le vittime tendono a non denunciare i propri stalker; le motivazioni psicologiche sono:

  1. Una mancanza di tutela percepita dalle autorità giudiziali ed hanno timore della ripercussione che la denuncia avrà sullo stalker
  2. Il 51% degli stalker sono ex partner e quando ci si trova in tale condizione le vittime hanno una forte empatia verso o stalker e pensano di aiutarlo evitando una denuncia.

 

 

 

DISCIPLINA NORMATIVA DELLO STALKING

Prima di essere riconosciuto come una realtà specifica veniva punito con altri articoli.

Nel 2009 legge 38 del 24 aprile prevedeva una forma punitiva, con avviso di terminare il comportamento. Se non termina si arriva alla reclusione.

La vittima a volte non vuole arrecare danno allo stalker oppure ha paura di aumentare la rabbia e le reazioni.

La nuova procedura approvata nel 2019 Codice Rosso: modifica le precedenti procedure aggiungendo:

  • revenge porn
  • costrizione e induzione al matrimonio
  • sfregi: deformazione aspetto con lesioni permanenti al viso
  • violenza sessuale
  • violazione del provvedimento di allontanamento

Inoltre, ha diminuito le tempistiche dello svolgimento del iter penale.

Oltre al

  • delitto di maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p.)
  • delitto di atti persecutori (art. 612 c.p.)
  • delitto di assi sessuali con minorenni (609 quater c.p.)
  • delitto di violenza sessuale (art. 609 bis c.p.)
  • delitto di violenza sessuale di gruppo (609 octes c.p.)
  • circostanze aggravanti del delitto di omicidio (art. 577 c.p.)

si arriva al reato di Stalking con l’art. 612-bis come reato di atti persecutori con l reclusione da 6 a 4 anni.

La pena aumenta se il reato viene commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da una persona legata da una relazione affettiva alla persona offesa.

La pena aumenta se il reato viene commesso su un minore, o su una donna in stato di gravidanza, o su persona con disabilità.

“chiunque con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di una persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”

Il reato di stalking non è procedibile di ufficio, quindi la vittima può tutelarsi attraverso:

  • LA QUERELA da fare entro 6 mesi dall’ultimo atto di natura persecutoria. La remissione può essere soltanto processuale e non è consentita in caso di minaccia aggravata. Una sentenza del 2020 ha precisato che è irrevocabile anche nel caso in cui le minacce siano gravi e reiterate.
  • LA DENUNCIA il PM deve sentire la vittima entro 3 gg e il PM può chiedere al giudice un provvedimento in cui si vieta allo stalker di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa; in caso di violazione la pena è da 6 mesi a 3 anni.

LE NUOVE FORME DI STALKING: IL CYBER STALKING

 

L’avvento di nuove tecnologie internet, digitalizzazione, e social network ha portato allo sviluppo del dark side, dove si sono sviluppate nuove forme di reato. Un maggiore controllo sociale, ha fatto si che alcune persone potessero prendere informazioni e attuare condotte illecite.

Possibilità di avere diversi profili e blog per mettere in gioco diversi Sé ma che non rappresentano la realtà.

Sovrainvestimento dell’identità on-line, rispetto quella off-line.

Tutto questo ha portato alla creazione di spazi o meglio cyber spazi dove poter agire, essere visti e senza essere riconosciuti, che ha portato a nuove forme di reati:

Cyber terrorismo, liking, fishing, pedopornografia, cyberstalking, cyber bulling, cyber grooming, sextortion e reveng porne.

 

Con il termine Cyberstalking si intendono modalità on line persecutorie che sostituiscano o si aggiungono a quelle tradizionali fisiche, come pedinamenti, regali o danneggiamenti. Il pedinamento può avvenire tramite social, blog, geolocalizzazioni, …

Definizione

Una forma di stalking che si manifesta tramite l’impiego spregiudicato e sempre più̀ insidioso delle nuove tecnologie in funzione persecutoria ed assillante ai danni della vittima individuata come bersaglio.

I comportamenti di cyberstalking

Ricerca e acquisizioni di informazioni private sulla vittima per minacciarla, molestarla o intimidirla

Invio di messaggi ripetuti con contenuti ingiuriosi e sgradevoli.

Pubblicazione di informazioni o fotografie private o false e offensive della dignità della vittima.

Intrusione nel suo sistema informatico con programmi volti ad assumere il controllo (trojan horses) o a danneggiare il sistema informatico (virus)

Acquisizione stessa della identità della vittima per inviare messaggi e materiale falso ad amici, parenti, colleghi.

Acquisto a nome della vittima di contenuti diffamatori come siti di genere erotico.

 

Tra sconosciuti l’incontro avviene direttamente on-line tramite social .. e le informazioni che si hanno sono quelle disponibili in rete. Il cyber stalker è un uomo con una scarsa maturità emotiva che trova sul web ricerca relazioni e rapporti amorosi, affettivi ed emotivi che non riesce a sviluppare nella vita quotidiana. Le motivazioni a creare queste relazioni sono: il bisogno di controllo sulla vittima, l’interesse sessuale, ossessione nata dal coinvolgimento sessuale e sentimentale, desiderio di vendetta e odio anche per una sola risposta o un rifiuto.

In caso di persone conosciute il cyber stalking è solo una delle modalità con cui lo stalker mette in atto molestie e persecuzioni.

 

 

STRUMENTI SVILUPPATI

I nuovi strumenti informatici hanno sviluppato nuove competenze e nuove forme di cyber-attacco con MODALITA’ quali:

  • oscuramento del numero
  • mascheramento dell’indirizzo IP
  • sostituzione di persona sui social o mail, con creazione di falsi profili:
      • Nuovo indirizzo IP o email per inviare informazioni private della vittima come numero di telefono e offrire prestazioni sessuali ad amici, familiari e colleghi:
      • Simulazione di identità attraverso profili social a nome della vittima, in cui il molestatore crea il profilo per inviare a amici e familiari, colleghi messaggi, foto e video di natura sessale

 

Il tutti questi casi il cyberstalker ha volontà e consapevolezza di creare timore, senso di minaccia, persecuzione, paura e imbarazzo nella vittima.

Ciò che spinge i molestatori a mettere in atto tali atteggiamenti è il desiderio di ricercare informazioni sulla vittima sia private che riservate.

Questi propositi si possono dividere in TRE MACRO CATEGORIE, dalla prima si sviluppa la seconda e poi la terza, come un. escalation

  1. Ricerca di un approccio indiretto, cosiddetto pedinamento digitale per acquisire informazioni personali, utili per forme di contatto
  2. Imposizione della comunicazione, i messaggi diventano intrusivi e ossessivi, mail intimidatori, osceni,  ..
  3. Controllo e Sorveglianza: il molestatore si impossessa di password e codici, attraverso l’inganno o tecnologie sofisticate per entrare e controllare. Anche attraverso i nuovi sistemi di geolocalizzazione per sapere dove si trova la vittima e le sue abitudini.

 

 

CYBERSTALKER E SALUTE MENTALE (DIFFERENZIAZIONI TRA FASCE DI ETÀ)

Le motivazioni possono essere le più disparate: un gioco, ottenere un guadagno economico, tentare di ricattare la vittima, gratificazione sessuale o mostrare la propria mascolinità ad un gruppo di pari. Sempre più diffuso nel gruppo di adolescenti, per il bisogno di fare vedere la preda ai compagni e per un aumento di riconoscimento ed autostima. Inizio di comportamenti più aggressivi e persecutori.

Le ricerche sul cyberstalking si riferiscono a persone adulte, medio adulte con bisogno di controllo, vendetta mentre negli adolescenti il bisogno è più egoistico e spesso senza consapevolezza del danno.

Il revenge porn si è molto diffuso recentemente negli adolescenti. Dopo il cyber bullismo la paura più grossa è per il revenge porn unito al rischio di subire molestie, perseguitate on line, adescamento di malintenzionati e perdita della propria privacy.

 


Psicologa e psicoterapeuta

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