Lo stalking è un processo multidimensionale caratterizzato da:
Se sorveglianza e invasione non sortiscono effetti desiderati, possono esserci:
Analizzare anche il contesto in cui si sviluppa il fenomeno di stalking, una storia di violenza sia dello stalker che della vittima, influenza la ri-vittimizzazione e la recidiva di reato. L’abuso di sostanze dello stalker disinibisce il comportamento. Le motivazioni degli atti persecutori sono dovute al rifiuto della vittima e per distorsioni cognitivi, fanno pensare che da la colpa dell’insuccesso alla vittima e cerca quindi vendetta. Importanti risorse cognitive ed anche economiche per portare avanti nel tempo, lo stalker inoltre pensa che non ha più nulla da perdere. Il contesto della vittima, senza supporto sociale, è più fragile. Fattore di rischio, avere figli o proprietà in comune.
La vittima minimizza almeno inizialmente i comportamenti vessatori e la difficoltà ad ammettere di avere paura: la denuncia è spesso tardiva. Adottano strategie per evitare il fenomeno: cambiano indirizzo, abitudini, lavoro e città.
Atti di resistenza della vittima
Atti di persistenza dello stalker, spesso legata ad un’idea di corteggiamento e che le resistenze della vittima siano normali nel periodo di corteggiamento.
Scopo dello stalker è di trovare vicinanza con la vittima.
Tutti gli atti persecutori portano ad un benessere dello stalker, con un circolo vizioso tra resistenza e persistenza. Circolo che può essere reciso con messaggi chiari di non interesse all’inizio della storia o denunce.
Il fenomeno dello Stalking è quindi un insieme di comportamenti ripetuti, pervasivisi e invasivi con cui lo stalker cerca di comunicare con la vittima in modi più o meno violenti.
I comportamenti messi in atto dallo stalker devono essere ripetuti; le azioni devono essere reiterate nel tempo e non si tratta di un singolo episodio.
La vittima ritiene le azioni sgradite, con stati emotivi legati all’ansia, paura e in generale disagio.
TIPOLOGIE DI STALKING:
Lo Stalking è anche definito come una patologia della comunicazione nella relazione, porta a distorcere la realtà dei fatti e una la persecuzione come un surrogato della comunicazione; il molestatore non comprende il distacco e nega la realtà dei fatti.
Lo stalker si rende conto delle condotte e distorce la realtà, attraverso la:
CARATTERISTICHE COMUNI DEGLI STALKER
Gelosia patologica o morbosa
” COMPLESSO STATO EMOTIVO, ASSOCIATO A RISPOSTE COGNITIVE E
COMPORTAMENTALI, CHE SI MANIFESTA CONSEGUENTEMENTE ALLA MINACCIA, ANCHE SOLO PERCEPITA, DI PERDERE UNA PERSONA CARA”
Vero e proprio modo di pensare, che può̀ configurarsi come vissuti deliranti. Caratterizzata da pensieri ed emozioni irrazionali associati a comportamenti estremi.
Con spinta ad isolare e dominare la propria vittima.
Tema dominante legato all’infedeltà del partner con ricerca di prove delle infedeltà
Gelosia ossessiva: consapevole della natura intrusiva ed eccessiva di pensieri e comportamenti e prova sensi di colpa
Gelosia paranoide: più cognitiva, ricerca conferme delle ipotesi di tradimento.
Gelosia delirante: non ricerca conferme delle ipotesi, ma è assolutamente certo che il partner sia stato infedele anche in presenza di prove contrarie a ciò.
COMPORTAMENTI CONFIRMATORI: azioni mirate a cercare conferme ipotesi di tradimento: il partner è colpevole fino a non trovare prove della innocenza, mai sufficienti.
COMPORTAMENTI VIOLENTI: rivolti ad ottenere una confessione della infedeltà.
La vittima confessa una cosa che non è accaduta realmente per terminare la violenza, che però peggiora.
STALKING SECONDARIO: forma che insorge dopo l’allontanamento della vittima, con comportamenti inopportuni per un nuovo contatto, riavvicinamento. Centrali tratti a livello narcisistico, con ferita narcisistica per interruzione relazione ma anche fantasie di legami indissolubili. Nel momento in cui avviene l’allontanamento insorgono:
vergogna (stato di difficoltà) che se non controllato si trasforma in rabbia e sfocia in agiti violenti.
GENERE
Lo stalker è prevalentemente di sesso maschile con vittima femminile nel 75% dei casi.
Esistono casi in cui il molestatore è di sesso femminile con vittima maschile.
Può anche accadere che entrambi siano dello stesso sesso.
LO STALKING AL FEMMINILE
LO STALKING RELAZIONALE
Lo Stalking relazionale è lo stalking perpetrato da partner o ex partner della vittima.
Diffusione del fenomeno e caratteristiche generali:
Modelli psicologici dello stalking relazionale
Modello Psicodinamico
Evoluzione patologica delle fantasie narcisistiche nei confronti del partner.
Relational Goal Pursuit Theory
Teoria interazionista secondo la quale un individuo aumenterà i suoi sforzi nel perseguire un obiettivo in base a quanto l’obiettivo è percepito come desiderabile e ottenibile.
Teoria dell’attaccamento
Un attaccamento insicuro (soprattutto insicuro-ansioso) che genera comportamenti disfunzionali.
Altre caratteristiche trasversali dello stalker relazionale
Presenza di disturbi della personalità, bisogno di controllo, dinamiche di separazione, scarse capacità sociali, background criminale.
Dinamiche di coppia e stalking relazionale
Lo stalking relazionale si sviluppa spesso già all’interno della coppia a causa di varie dinamiche relazionali disfunzionali che divengono fattori di rischio:
STALKING E DISTURBI MENTALI
Numerosi sono i lavori che hanno studiato il rapporto tra stalker e disturbi mentali, generalmente però con numeri ridotti di casi. Traendo una media dalla letteratura esistente, si trova che circa il 40% non è affetto da disturbo psichiatrico maggiore: o non ha una diagnosi di disturbo mentale, o questa configura disturbi dell’adattamento, disturbi d’ansia, nevrosi in genere. Del recente 60% la diagnosi prevalente ed uso di sostanze, a seguire i disturbi di personalità, dell’umore, infine le psicosi vere e proprie.
STALKING – l’indagine statistica
La Direzione Generale di Statistica del Ministero della Giustizia ha realizzato un’indagine campionaria sul reato di cui all’art. 612 bis c.p., cosiddetto “stalking”, prendendo in esame la documentazione relativa ai procedimenti definiti presso i tribunali italiani negli anni 2010-2015.
Hanno avuto un incremento annuo dal 2014 al 2000 del 22,8%.
Le informazioni rilevate hanno riguardato il fenomeno dello stalking sotto molteplici aspetti: movente, modalità̀ della condotta, tempi, autori e vittime, relazione tra gli stessi.
Modalità di denuncia
Dall’indagine statistica emerge che il 92% dei processi trae origine da una denuncia della persona offesa, il gran parte delle volte raccolta dall’autorità di PG. In 7 casi su 100 la querela è stata conseguente all’arresto o fermo dell’imputato in flagranza del reato di stalking o di reato connesso.
Caratteristiche dello stalker?
Autore di stalking e vittima: genere
Autore 91,10% maschile– 8,9% femminile
Vittima 90% femminile – 10% maschile
Autore di stalking e vittima: età
L’età media dell’autore dello stalking è di 42 anni contro i 38 della vittima, solo nell’1% dei casi le vittime sono minorenni e nel 3% hanno più̀ di 60 anni.
Le professioni di Assistenti sociali, Medici, Educatori e Infermieri, contattano i bisogni di aiuto delle persone, e possono diventare più di altre oggetto di meccanismi di proiezione: lo stalking può quindi diventare una richiesta di attenzione o una ricerca vendicativa di risarcimento affettivo.
Attività lavorativa svolta dall’autore di stalking
Utilizzando la classificazione Istat delle professioni, risulta che quasi un terzo degli autori è disoccupato o con lavoro saltuario.
Autore e vittima: figli
Nel 33,2% dei casi vittima e autore hanno figli in comune.
Movente alla base della persecuzione
Dalla lettura delle sentenze risulta che il movente più ricorrente che spinge l’imputato alla condotta contestata è quello del dichiarato tentativo di «ricomporre il rapporto». Seguono la gelosia e l’ossessione.
Autore e vittima: rapporto
Nella maggior parte dei casi (73,9%) autore e vittima hanno intrattenuto nel corso della loro vita presente o passata, una relazione sentimentale, solo 5 volte su 100 non hanno avuto alcun rapporto pregresso.
Rapporto autore/vittima e movente dello stalking
Quando c’è stata una precedente relazione tra autore e vittima, il movente principale della persecuzione è quello del tentativo di ricomposizione del rapporto (51,3% dei casi), nei casi di pregressa amicizia o conoscenza prevale l’ossessione sessuale o psicologica (7,2% dei casi).
Disturbi psicologici
Il 40% degli stalker non ha un disturbo psichiatrico maggiore. Il 20% presenta un disturbo da sostanze, il 18% un prevalente disturbo di personalità, il 12% un disturbo dell’umore, generalmente bipolare, il 7% un disturbo delirante, generalmente erotomanico, il 3% una schizofrenia
Disturbi Personalità
Antisociale
Borderline
Schizoide
Evitante
Paranoide
Narcisitico
Autore: precedenti penali
Il 46,4% degli stalker ha precedenti penali a cui si aggiunge un 2% con procedimenti pendenti.
Gli imputati per stalking con precedenti penali vengono condannati nel 49% dei casi, quelli senza precedenti nel 37%.
Tipologie di reato ricorrenti nei precedenti penali degli stalker
Le tipologie di reato più ricorrenti tra i precedenti penali degli stalker sono le minacce, lesioni e violenze a persone (43,5%) e una serie di altri reati contro il patrimonio (34,7%).
Esito sentenze stalking (primo grado)
Una vittima su quattro ritira la querela. Le condanne (42,5%) e i patteggiamenti (14,9%) sono più frequenti delle assoluzioni (11,5%). Ministero Giustizia 2020
Ricorso in appello
Il 35,5% delle sentenze di primo grado per stalking sono impugnate in Appello, la percentuale sale al 70,8% se si considerano solo le sentenze di condanna.
In un campione (non statistico) di sentenze di Appello si è osservato che la sentenza di primo grado è stata confermata nel 61% dei casi.
La pena media inflitta ai condannati per atti persecutori, comprensiva di quella dei reati connessi, è pari a 14 mesi. È più bassa quando il rito è direttissimo (12 mesi); superiore alla media, nonostante la riduzione di un terzo, nel caso dell’abbreviato (15 mesi).
La sospensione condizionale della pena, concessa al 43% dei condannati, è più frequente tra coloro che hanno patteggiato la pena (64%) rispetto a quelli condannati all’esito del processo (35%).
INCIDENZA DEL FENOMENO E RECIDIVA
Il 33% degli stalker torna a tormentare le vittime, dopo la scarcerazione,
fomentati da uno spirito di rappresaglia che non viene placato dall’intervento delle autorità giudiziarie competenti.
Il 49% di questo terzo mette in atto comportamenti persecutori entro i due anni, con un picco dell’80% nei primi 365 gg.
Sono limitati i casi in cui la semplice educazione dell’autore di reato all’illegalità del proprio agito, attraverso la detenzione, risulti essere una condizione sufficiente per porre fine alle molestie da quest’ultimo ripetutamente perpetrate.
Le vittime tendono a non denunciare i propri stalker; le motivazioni psicologiche sono:
DISCIPLINA NORMATIVA DELLO STALKING
Prima di essere riconosciuto come una realtà specifica veniva punito con altri articoli.
Nel 2009 legge 38 del 24 aprile prevedeva una forma punitiva, con avviso di terminare il comportamento. Se non termina si arriva alla reclusione.
La vittima a volte non vuole arrecare danno allo stalker oppure ha paura di aumentare la rabbia e le reazioni.
La nuova procedura approvata nel 2019 Codice Rosso: modifica le precedenti procedure aggiungendo:
Inoltre, ha diminuito le tempistiche dello svolgimento del iter penale.
Oltre al
si arriva al reato di Stalking con l’art. 612-bis come reato di atti persecutori con l reclusione da 6 a 4 anni.
La pena aumenta se il reato viene commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da una persona legata da una relazione affettiva alla persona offesa.
La pena aumenta se il reato viene commesso su un minore, o su una donna in stato di gravidanza, o su persona con disabilità.
“chiunque con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di una persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”
Il reato di stalking non è procedibile di ufficio, quindi la vittima può tutelarsi attraverso:
LE NUOVE FORME DI STALKING: IL CYBER STALKING
L’avvento di nuove tecnologie internet, digitalizzazione, e social network ha portato allo sviluppo del dark side, dove si sono sviluppate nuove forme di reato. Un maggiore controllo sociale, ha fatto si che alcune persone potessero prendere informazioni e attuare condotte illecite.
Possibilità di avere diversi profili e blog per mettere in gioco diversi Sé ma che non rappresentano la realtà.
Sovrainvestimento dell’identità on-line, rispetto quella off-line.
Tutto questo ha portato alla creazione di spazi o meglio cyber spazi dove poter agire, essere visti e senza essere riconosciuti, che ha portato a nuove forme di reati:
Cyber terrorismo, liking, fishing, pedopornografia, cyberstalking, cyber bulling, cyber grooming, sextortion e reveng porne.
Con il termine Cyberstalking si intendono modalità on line persecutorie che sostituiscano o si aggiungono a quelle tradizionali fisiche, come pedinamenti, regali o danneggiamenti. Il pedinamento può avvenire tramite social, blog, geolocalizzazioni, …
Definizione
Una forma di stalking che si manifesta tramite l’impiego spregiudicato e sempre più̀ insidioso delle nuove tecnologie in funzione persecutoria ed assillante ai danni della vittima individuata come bersaglio.
I comportamenti di cyberstalking
Ricerca e acquisizioni di informazioni private sulla vittima per minacciarla, molestarla o intimidirla
Invio di messaggi ripetuti con contenuti ingiuriosi e sgradevoli.
Pubblicazione di informazioni o fotografie private o false e offensive della dignità della vittima.
Intrusione nel suo sistema informatico con programmi volti ad assumere il controllo (trojan horses) o a danneggiare il sistema informatico (virus)
Acquisizione stessa della identità della vittima per inviare messaggi e materiale falso ad amici, parenti, colleghi.
Acquisto a nome della vittima di contenuti diffamatori come siti di genere erotico.
Tra sconosciuti l’incontro avviene direttamente on-line tramite social .. e le informazioni che si hanno sono quelle disponibili in rete. Il cyber stalker è un uomo con una scarsa maturità emotiva che trova sul web ricerca relazioni e rapporti amorosi, affettivi ed emotivi che non riesce a sviluppare nella vita quotidiana. Le motivazioni a creare queste relazioni sono: il bisogno di controllo sulla vittima, l’interesse sessuale, ossessione nata dal coinvolgimento sessuale e sentimentale, desiderio di vendetta e odio anche per una sola risposta o un rifiuto.
In caso di persone conosciute il cyber stalking è solo una delle modalità con cui lo stalker mette in atto molestie e persecuzioni.
STRUMENTI SVILUPPATI
I nuovi strumenti informatici hanno sviluppato nuove competenze e nuove forme di cyber-attacco con MODALITA’ quali:
Il tutti questi casi il cyberstalker ha volontà e consapevolezza di creare timore, senso di minaccia, persecuzione, paura e imbarazzo nella vittima.
Ciò che spinge i molestatori a mettere in atto tali atteggiamenti è il desiderio di ricercare informazioni sulla vittima sia private che riservate.
Questi propositi si possono dividere in TRE MACRO CATEGORIE, dalla prima si sviluppa la seconda e poi la terza, come un. escalation
CYBERSTALKER E SALUTE MENTALE (DIFFERENZIAZIONI TRA FASCE DI ETÀ)
Le motivazioni possono essere le più disparate: un gioco, ottenere un guadagno economico, tentare di ricattare la vittima, gratificazione sessuale o mostrare la propria mascolinità ad un gruppo di pari. Sempre più diffuso nel gruppo di adolescenti, per il bisogno di fare vedere la preda ai compagni e per un aumento di riconoscimento ed autostima. Inizio di comportamenti più aggressivi e persecutori.
Le ricerche sul cyberstalking si riferiscono a persone adulte, medio adulte con bisogno di controllo, vendetta mentre negli adolescenti il bisogno è più egoistico e spesso senza consapevolezza del danno.
Il revenge porn si è molto diffuso recentemente negli adolescenti. Dopo il cyber bullismo la paura più grossa è per il revenge porn unito al rischio di subire molestie, perseguitate on line, adescamento di malintenzionati e perdita della propria privacy.
Psicologa e psicoterapeuta
Via Leo Gramellini 6/a – 47122 Forlì
Tel. 348 4515160