E’ raro che a 22 anni, dopo una breve storia di due mesi, un ragazzo a distanza di oltre un anno, si interroghi e chieda una spiegazione sul perché “non sia andata”.
LUI – LA DOMANDA
Questa mail forse non dovrei scriverla e magari il riceverla ti darà fastidio …
Arrivo più o meno subito al punto; ogni tanto a me piace riflettere su ciò che ho fatto in passato e su come posso migliorare (è un termine improprio, lo so) errori, ma analizzando qualsiasi cosa ci sia stato fra noi, mi chiedevo come mai non sia andata?
Nel modo più semplice e onesto, te lo chiedo non pretendo una risposta, ma essa forse mi farebbe piacere.
Grazie della lettura e magari della risposta.
LEI – LA RISPOSTA
Vedi Davide alle volte uno è “perso” e cerca la bussola fuori, nelle altre persone. Questa cosa può funzionare e durare con persone i cui legami forti non ti abbandonano mai e che però allo stesso tempo lasciano liberi (mi riferisco a componenti della famiglia o amicizie). Libertà non perché una relazione sia qualcosa di negativo ma perché se si è in due si pensa in due, ci si muove in due e se invece vuoi guardarti dentro è difficile riuscire a farlo con una persona a fianco, specie se non è molto che la si conosce.
Ecco più o meno quando abbiamo smesso di frequentarci, ho iniziato a sentire la necessità di fare un attimo il punto della situazione nella mia vita… (ad oggi) per certi versi sento forse di non aver assaporato bene questi 3 anni di università e di non essere stata coinvolta quanto le circostanze di svariate situazioni avrebbero almeno in teoria voluto o richiesto. Perciò è come se avessi deciso di mettere pausa, di fermarmi e prendermi cura di me stessa. Da fuori o da come io mi pongo può sembrare che di norma lo faccia ma mi sono resa conto che nel tempo ho “fatto le cose” non fini a sé stesse o per me ma sempre rivolte a qualcosa a me esterno, sia che fosse inerente allo studio, ad una persona o ad una situazione. Ho sentito che non sapevo più perché facevo qualcosa a meno che la motivazione non mi venisse da fuori e così non potevo andare avanti, non ci si riesce. La motivazione è lo slancio vitale e non può provenire da fuori e tanto meno dagli altri, è qualcosa di personale/proprio e insito che ti alimenta, ti appaga, ti gratifica, ti fa “bastare”…non c’è niente che renda tanto invincibile quanto credere in sé stessi, accertarsi e amarsi per come si è. Tutta questa roba non l’ho capita in un mese ovviamente…ho avuto bisogno di tempo per capire il “problema” se così si può chiamare, di tempo per mettermi nelle condizioni di iniziare a sistemare le cose, di altro tempo per essere consapevole di tutto ciò e dedicherò tanto altro tempo nel continuare questa strada diversa, molto probabilmente giusta e che mi fa stare bene.
Quindi alla tua domanda del come mai non sia andata tra noi o cosa non sia andato ti dico – sinceramente e soprattutto parlando per me – che io non andavo e non sarei andata con un ragazzo né nessun altro, dovevo e devo imparare ad andare da sola.
Questa email non ha e non vuole risposta, essendo lei stessa una risposta. È andata com’è andata. Spero tu stia bene e ti saluto.
LEI – EPILOGO
Non so se sono capace di innamorarmi né a questo punto se mi sia mai successo. Includendo la mia prima relazione seria, sono in pratica 5 anni che non sono del tutto single per più di 2/3 mesi (nel senso completamente sola senza nemmeno sentire nessuno). I ragazzi che ho frequentato si sono più o meno tutti e – più o meno follemente – innamorati di me. Mesi se non addirittura delle volte anni dopo, qualcuno mi cerca ancora per avere spiegazioni sul come sia finita, si interessa ancora su come io stia e cosa faccia nella vita…insomma quasi a tutti sono rimasta in testa e direi pure nel cuore. Io però, è brutto ma molto onesto dirlo, non posso proprio dire lo stesso. Quando capisco che la persona che frequento non mi “va bene”, chiudo la relazione ed è una cosa che ho sempre fatto io; se dopo c’era un revival erano titoli di coda non di certo amore… So anche di non essere insensibile o anestetizzata dato che per quanto riguarda famiglia e amicizie ci sono dentro da morire e percepisco tanto. Per cui mi/ti chiedo: è mai possibile fare tanta differenza, essere scelti ed avere un tale effetto su certe persone che però la differenza non l’hanno fatta?
Disillusa incerta
Psicologa e psicoterapeuta
Via Leo Gramellini 6/a – 47122 Forlì
Tel. 348 4515160